Nel calmo limite della notteun fremito di eternità scaturisce dal tuo esseree dolcemente si insinua nell’anima.Forse ti chiamerò ancora amore,affinché tu, testimone dell’assenza perenne,rinasca nel sopito sussurro del mio incessante abbandono
Cala la notte in un volo leggero,un pianto lieve, un lamento sublimeColmo è il cupo d'ineffabile bellezzaDanziamo ora assieme in questo impero cadenteTi amo, ti adoro mia regina scalzaTu sorridi alla pioggia e al dolore insensato, mentre i nostri bambini cantano piano per i nostri sogni ormai invecchiatiOra vieni..., vieni via con me...perchè sai quanto l'uomo ami la fine e poter soffrire!
Vorrei parlare all'infinito, vorrei scrivervi centinaia di pagine per raccontarvi quanta pace e meraviglia riposano in questo mondo nascosto dietro i nostri sogni. Ma forse anche questi fogli finiranno nel nulla come tanti altri miei pensieri, perchè trovo sempre volgare parlare di ciò che vive oltre le parole. Siamo solo passanti nella città dei ricordi, siamo come pensieri nel diario di un bambino...
Silenti scorrono le acque del Danubioattraverso Smederevo, nella Serbia centrale.E' il tramonto. Gli ultimi pescatori scendono dalle loro barche,mentre, indifferenti, giovani coppie si stringono la mano passeggiando incontro alla sera.
Mia dolce Amina, non capisco cosa ci sia successo! Provo e riprovo, ma nonostante mi concentri intensamente non riesco a ricordare quando ci abbracciammo per l’ultima volta. Sembrano esser passati dei secoli, anzi, millenni. Non riesco nemmeno più a far riaffiorare alla memoria i tratti del tuo volto...... Forse se ci rincontrassimo per caso potremmo riconoscerci dal sorriso, perché sai, il nonno un giorno mi disse che il tempo può cambiare ogni cosa, ma non quell’inconfondibile splendore che traspare dai nostri sorrisi. Disse inoltre che tutto ciò che proviene dall’anima non può essere toccato dalle leggi del tempo, e che le nostre risa affiorano proprio da quel luogo inviolato. Ma come posso fare a meno di chiedermi se dopo tutto questo tempo anche tu, come ho visto accadere a molti altri, non abbia smesso di ridere. Quel vecchio potrà anche aver avuto ragione, ma ora so per certo che tutto quel che il tempo non è in grado di corrompere può esser facilmente celato sotto le macerie di sogni andati in rovina. Anima mia, cosa sarebbe di noi se ci fossimo lasciati ingannare dal vuoto e sordo trascorrere dei giorni? Chi di noi sarebbe più capace di riconoscere l’altro se per caso un giorno, fra una folla anonima, i nostri sguardi dovessero incrociarsi nuovamente? Spero che almeno tu sia riuscita a passare attraverso gli anni senza esserti lasciata ingannare da quel velo d’indifferenza che opprime chi non sa più congedarsi con un sorriso dallo sguardo d’un passante. Ma ancor più, spero che tu abbia già compreso che fra le vie di questo mondo, tutti noi, saremo sempre e solo dei passanti.
Libera e inconoscibile ti trovo perdendomi.Ciò che di te ricordo sono sempre io che ritorno, ciò che in te vive sfugge sempre al mio pensiero. Voglio risposte e dimentico le domande,faccio domande e dimentico le risposte,pianifico il futuro e mi ritrovo nel passato. Ti chiamano in molti modi, ma per me sei solo amore.Non ti posso possedere, ma nemmeno lasciarti andare.Non ti posso cambiare, così rido del mio volere.Non ti posso parlare, così proverò solo ad ascoltare. Sei una casa senza memorie, una terra senza sentieri.Non conosci confini perché vivi in ogni luogo.Sei sempre stata qui, siamo sempre stati insieme. Ti chiamano in molti modi, ma per me sei solo amore.
Ho regalato illusionie venduto sogni senza speranzaHo visto le lacrime di chi mi amavae sentito i silenzi di chi mi dimenticava.Mi sono tuffato, così, in vecchi pensierie crogiolato poi in patetiche nostalgieOra le porte della prigione sono aperte,fuori le strade non hanno più confiniOh anime perse lungo terre di frontiera,oltre i cancelli l'ignoto ci inghiotte!
L’orizzonte purpureo già copre l’azzurro cielo distantee l’adagia leggero come tessuto scintillantesulle placide acque del lago.Ritorna un alito lieve di brezza,cristallizzato nelle distanze e ora sorgente,scompigliando, come secche foglie d’autunno,la realtà evanescente dei miei sogni.E in questo spazio così puro e intensovibrano tremuli gli echi dei miei pensieri,come grida lontane di bianchi gabbiani.